Il “PROGETTO PER RICUCIRE” nato all’interno Casa di Accoglienza S. Chiara,  ha come aree di intervento specifiche la formazione professionale e la terapia occupazionale. Richiama l’idea di cucito e si abbina ad una sartoria dove le donne coinvolte possono “ricucire” la propria vita.

Il LABORATORIO DI SARTORIA ARTIGIANALE “ BAnS” è il frutto della volontà imprenditoriale di natura solidale delle socie fondatrici della Cooperativa IL LIEVITO, di accettare questa sfida con grande entusiasmo e determinazione per offrire un prodotto di  qualità.

BAnS, dalle iniziali dei nomi delle ideatrici, indica però anche e soprattutto un gioco di squadra, un esercizio di creatività e interpretazione che aiuta a superare le difficoltà e costruisce serenità: quello che siamo traspare da come agiamo e ogni piccolo gesto di cortesia e accoglienza attrae molte persone ed arricchisce la comunità. E’ un caos organizzato, uno stacco forte, che coinvolge pienamente ciascuna di noi e conduce ad un obiettivo comune.

 

Gli
 obiettivi
 che 
questo 
laboratorio
 si 
propone
 sono:

‐ promuovere
 e
 sostenere
 l’integrazione
 sociale
 di
 persone
 svantaggiate,
 attraverso
 l’acquisizione 
di
 un 
ruolo
 sociale;

‐ 
apprendere
 o
 riapprendere
 abilità
 cognitive
 e
 manuali
 indispensabili
 per
 questo
 tipo
 di
 lavoro
 e 
per
 l’autonomia
 sociale;

‐ supportare
 le
 donne
 inserite
 nell’attività
 ad
 acquisire
 costanza
 nell’impegno,
 condizione
 necessaria
 per
 il 
mantenimento
 di 
un 
futuro 
lavoro;

‐ stimolare
 nuove
 competenze
 che
 possano
 essere
 finalizzate
 ad
 un’assunzione
 lavorativa,
ma 
anche 
fruibili 
nel 
contesto 
domestico;

‐ fornire
 uno
 spazio
 formativo/osservativo
 per
 valutare
 le
 risorse
 lavorative
 delle
 persone
 inserite.

 

Ecco perché all’interno di questo progetto vorremmo avviare una borsa lavoro per dare la possibilità ad una delle nostre mamme, ospite della casa di accoglienza Santa Chiara, di poter applicare le proprie conoscenze, competenze e abilità in ambito sartoriale-artigianale, dandole prima di tutto l’opportunità di avere un impiego che sia il più possibile duraturo nel tempo e con cui si possa mantenere economicamente, ma anche per  poter divenire un soggetto qualificato a formare e affiancare le altre donne ospiti della struttura e di quante volessero accedere attraverso i canali istituzionali al laboratorio.

 

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Michele Trabucco

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